In esclusiva ai nostri microfoni, Fabrizio Condemi, noto e stimato commercialista, curatore della Reggina Calcio, il quale analizza la sentenza della Corte d'Appello che sancisce il fallimento della Reggina 1914, oltre ai possibili scenari futuri riguardanti il marchio e non solo.

LA SENTENZA DELLA CORTE D'APPELLO-  "Per quanto riguarda questa sentenza,  purtroppo rappresenta  un secondo fallimento nel giro di otto anni. Era tutto ampiamente programmabile, c’era solo d’attendere, perché ovviamente  lo dice la sentenza nei punti focali , specie quelli che hanno attirato meno attenzione. Ci riferiamo a quei punti  fondamentali, vale a dire quelli della mancata iscrizione definitiva della Reggina. E’ venuto a cadere l'unico mercato commerciale dell'impresa Regina 1914 srl, ovvero il calcio e  con esso  ogni sorta e forma di possibilità di fatturato, il che si traduce con l'impossibilità di fare fronte ai propri impegni. Per impegni si intende quelli inseriti nel piano che era stato omologato, vale a dire, rispettare tutte le scadenze dei pagamenti dei vari creditori oltre a quelle poi in divenire e  tutti i vari obblighi che ha una srl. Tutto ciò naturalmente comporta il fallimento della società. Gli elementi di novità che sono giornalisticamente da focalizzare, ma che sostanzialmente non  danno particolari novità tecniche sono quelle relative al fatto che il giudice, la dottoressa Morabito, la quale è il presidente della sezione civile della Corte d'Appello e  ha sottolineato  le motivazioni che hanno di fatto vincere i ricorrenti contro l'omologa del 12 giugno 2023. È  stata fatta un'opposizione da parte degli enti pubblici, quale Agenzia delle Entrate, INPS,  INAIL e di un soggetto privato quale il Brescia Calcio. La posizione del Brescia Calcio è stata rigettata in pieno, in tutte le forme massime, perché è un soggetto che nulla ha che vedere con la vita e soprattutto l'istituto che ha creato l'omologa di una società,  degli accordi di ristrutturazione del debito, per il semplice fatto che non è un creditore, quindi nulla può interessare se dalla morte  di una società ne deriva un vantaggio per un'altra. Nel nostro ordinamento non ha alcun valore giuridico, mentre sono fatte valere le ragioni di INPS, Agenzia delle Entrate e INAIL, ed è questa la cosa che pochi sottolineano non per tutto quello che c'è scritto, soprattutto nella parte terminale, ma soprattutto perché  è venuto a mancare il mercato indipendentemente dalle motivazioni sollevate da questi enti.  Il soggetto giuridico va in fallimento e sostanzialmente ottengono il loro risultato. Tuttavia, si evince che la scelta di Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL è stata in astratto una scelta errata, perché  attraverso il fallimento di questo soggetto andrebbero a ricavare meno del 5% pattuito dall’omologa, fatto che il 5% era troppo poco non hanno valutato attentamente cosa  sarebbe avvenuto dopo il fallimento? In caso di fallimento, la Reggina non avrebbe potuto onorare non solo il debito pregresso di cui garantiva il 5%, ma nemmeno tutte le situazioni successive e quindi è stato un vero e proprio errore fare il ricorso. Faccio un esempio,  la Reggina non ha pagato le ultime due mensilità, il netto e il lordo. Sappiamo che in uno stipendio, quello di Hernani piuttosto che quello del Segretario, perciò sia dietro la scrivania che con le scarpe da calcio, non solo il netto, ma anche il lordo, cioè tutti i versamenti dei contributi dell'irpef e di quant'altro che veniva erogato agli stessi istituti di credito agli stessi istituti pubblici, che hanno proposto ricorso. Detto questo, cosa succede di fatto adesso? Si aspetta solo l'indicazione da parte del tribunale di primo grado  che individuerà il giudice delegato e il curatore. Cosa avverrà? Avverrà che INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate, ma soprattutto gli enti previdenziali dovranno fare fronte per una legge dello Stato al cosiddetto fondo di garanzia che lo dovranno coprire. Il TFR  oltre fino alle ultime tre mensilità di tutti gli stipendi dei dipendenti. Capite bene che con quella sorta di stipendio che avevano come netto immaginate l'ammontare del lordo, che è praticamente quasi il doppio e devono pagarlo loro. Avranno anche  ottenuto quel 5%, ma dovranno pagare una cifra ben più ampia per fare fronte alla legge dello Stato posta a tutela dei lavoratori. Trovo per questo la sentenza di omologa, essere una sentenza che ha fatto positiva giurisprudenza in Italia e, checché  ne dicano anche i vostri colleghi della stampa. La sentenza di omologa è perfetta. Il motivo per cui è andata in fallimento è semplicemente perché l'attività posta in essere da Saladini, Cardona e compagnia, è stata quella di produrre una esclusione dal mondo del calcio che è un mondo a sé un mondo autonomo, ma purtroppo è un mondo che nulla c'entra con il tribunale. Se la Reggina  oggi fosse stata in Serie B anche qualora ci fosse stata la peggiore delle ipotesi, cioè quelle che noi vediamo nella parte terminale e appena accennate nella prima parte, vale a dire le ipotesi di falso. (Ricordiamoci che c'è sempre la presunzione di innocenza, quindi per ora sono solo ipotesi), non avrebbe inciso sulla vita del club, perchè bisognava  fare un processo penale, ma questo tipo di situazione sarebbe stata "tra virgolette" pagata da parte degli eventuali rei di aver commesso delle truffe o dei falsi  . In tutto questo la Reggina  non sarebbe stata toccata, al massimo come azienda avrebbe avuto sicuramente il contraccolpo.  A questo punto c’è da chiedersi cosa sarebbe successo? Facciamo un esempio: se domani l’ Elkann di turno dovesse essere arrestato, sicuramente ci sarebbe un contraccolpo in tutte le sue aziende fra cui la Juventus, ma è quasi impossibile immaginare che la Juventus fallisca perché hanno arrestato un proprietario o addirittura un amministratore delegato, un presidente o quant'altro, quindi il motivo centrale per cui  la Reggina è andata in fallimento è  perché non è stata iscritta.  Non è stata iscritta perché non ha pagato il 20 giugno e perché non ha fatto come la Sampdoria, cioè non è andata a sedersi con gli enti che avrebbero potuto fare un ricorso, ma semplicemente perché nelle more erano cambiate le noif .   La Reggina avrebbe dovuto fare come ha fatto la Sampdoria, che è andata a sedersi a tavolino con questi enti e dire Mi fai fallire? Se mi fai fallire non prendi nulla, cioè. Mi fai ricorso? Non mi fai iscrivere, io fallisco, se io fallisco tu non prendi nulla, quindi sediamoci a tavolino e vediamo di raggiungere un accordo. La Sampdoria ha raggiunto il 35% che sebbene apparentemente ed economicamente è molto di più del 5%, ma dal punto di vista sostanziale del calcio e finanziario  sappiamo che la vita del calcio dura un anno, una stagione e poi si azzera tutto. Se tu sali o retrocedi di categoria pensa quanto può variare il mondo, cosa che non succede in nessun altro tipo di azienda , ma semplicemente se tu trovi tra le tue file un giovane Marchisio, un giovane Totti e te lo vendi fai il boom sia se retrocedi sia se sali, quindi è un mondo molto dinamico che dura generalmente una o al massimo un paio di stagione.  Il 35%, la Sampdoria  l'ha spalmato in dieci anni, cioè ad oggi  la società blucerchiata ha pagato molto meno rispetto alla Reggina col 5 %, che però non è stata iscritta al campionato. Questo per farvi capire l'ultima parte della sentenza di cui  ti dicevo, che è quella che dà dei risvolti penali e riguardano solo i soggetti che non sono indicati, ma  facilmente immaginabili. Ci sono ipotesi di reati, ma per quello c'è la Procura della Repubblica come dice direttamente la sentenza che si occuperà di questo".

IL MARCHIO E LE DICHIARAZIONI DI FERRERO: "Adesso ci saranno presso il Tribunale, la nomina del Giudice delegato e del Curatore che chiaramente liquiderà tutti i beni dell'azienda primo su tutti quello del marchio, che chiaramente l'acquisizione da parte  di un soggetto giuridico non dà nulla. Questo dal punto di vista civilistico, ma dà qualcosa dal punto di vista sportivo se viene acquistato da un soggetto che ha diritto a giocare a calcio. Dico questo per sottolineare l'esternazione probabilmente molto giocosa di Ferrero, l'ex presidente della  Sampdoria, il quale ha dichiarato di voler comprare il marchio, così magari si diverte per due, tre anni e più. Una battuta la sua o se vogliamo essere cattivi e più un qualcosa di mancanza di conoscenza , di ignoranza  in questo senso, perché se tu acquisisci in una gara pubblica il marchio della Reggina e batti tra virgolette la concorrenza della Fenice, tu avrai sicuramente il marchio ma ti manca il calcio e non ti puoi iscrivere in un campionato solo perché ha il marchio. Ti puoi iscrivere esattamente come mi potrei iscrivere io o chiunque altro nella serie più bassa della città, dove noi mettiamo la sede. Se la sede a Reggio Calabria la serie più bassa è la seconda categoria, a Ferrero uno dovrebbe chiedere la seguente domanda : Ti prendi il marchio e poi? Allora lui lì avrebbe detto,  poi io mi compro il titolo sportivo. Bravo e da chi te lo compri il titolo sportivo? Dalla Gioiese se te lo vende e poi sei a Gioia Tauro, non è che stai a Reggio Calabria , dalla da una squadra locale reggina, ma sei una serie infinitamente lontana dal professionista. Allora da chi ? Dalla Fenice. Ecco, allora prima di dire mi compro il marchio io mi compro o faccio una trattativa o entro in società o faccio qualunque tipo di accordo con La Fenice, perché ha il pallone,  ha il 95% di quello che serve per giocare in un campionato di calcio professionistico o semiprofessionistico come la serie D e ci aggancio il marchio. Solo a  quel punto diventi Reggina , invece è ovvio ed è naturale che il marchio possa interessare in questo momento a  parte gli speculatori e a tutti gli altri  solo alla Fenice o solo al soggetto che ha comunque un'alternativa sportiva, che chiaramente non può essere in Serie D. A meno che non sia in una città diversa come un po' avvenne a Messina con la Peloro e eccetera,  quindi alla fine della fiera  si metterà in vendita il marchio. Lo acquisirà, diciamo a livello ipotetico,  probabilmente l'unico che ne avrebbe effettivamente possibilità di utilizzarlo, in questo caso La Fenice diventerebbe Reggina e continua il sua percorso, così come fece l'Urbs con  la Reggina".

Sezione: Primo piano / Data: Mer 27 marzo 2024 alle 07:27
Autore: Rocco Calandruccio
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